Azzurri. Storie Della Nazionale E Identità Nazionale

TITOLO : AZZURRI. STORIE DELLA NAZIONALE E IDENTITA’ ITALIANA

AUTORE: Paolo Colombo e Gioacchino Lanotte

EDITORE: UTET

ANNO PUBBLICAZIONE: 2021

PREZZO : 19euro

PAGINE : 336

Paolo Colombo e Gioacchino Lanotte ci propongo un saggio che mira a ricercare l’italianità attraverso le reazioni dei tifosi, analizzate nei diversi periodi della nazionale italiana. Prendendo spunto dall’introduzione dei suddetti autori, l’opera è composta da calcio con “boccate” di politica e contesto sociale, tra di loro correlate e sviscerate.

Innanzitutto va segnalato come il libro sia scritto con stile e gusto per il particolare, come gli spunti sulla nazionalizzazione vista come nemesi dell’identità, l’analisi degli anni’60 tra modernizzazione ed ancoraggio al passato, oppure il significativo e nostalgico ricordo dei cuscinetti da stadio tipici degli anni’80 e 90.

Di carne al fuoco ce n’è davvero  tanta e gli input per il lettore sono innumerevoli, finendo per ragionare sul concetto di italianità mediante  le diverse accezioni e particolarità proposte; è indubbiamente un piacevole excursus su come gli italiani si siano nel tempo approcciati al concetto di italianitò, attraverso il calcio e di come lo stesso abbia risentito degli effetti politici, sociali e culturali.

Ho trovato molto interessante come l’effetto della retorica fascista sia stato negativo per il concetto di italianità nel dopoguerra, così come le perspicaci osservazioni sul tema del campanilismo, visto con un’ottica storica, ma altresì sociale e doverosamente sportiva. Non di meno sono notevoli gli spunti sullo spazio dato al calcio dalla grande letteratura, così come le velate critiche ai tecnicismi ed al protagonismo in voga oggi nel raccontare le partite.

Il difetto del libro è probabilmente quello di non giungere ad una reale conclusione, raggiungendo a mio parere in parte l’obiettivo di correlare e giustificare il binomio nazionale/italianità. Lo stesso viene trattato con un stile giornalistico apprezzabile, ma che forse lascia da parte il rigore scientifico tipico di un saggio. Viene da pensare che con una minor gamma di concetti sì sarebbe alleggerita la lettura e meglio perorata una tesi ed un fine di indiscutibile interesse.

La lettura è al netto di questo abbastanza interessante, così come è indubbia la competenza e l’affinità delle tematiche al concetto centrale.

Giovanni Fasani

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