La Scomparsa Del Giocatore Militante

TITOLO: LA SCOMPARSA DEL GIOCATORE MILITANTE

AUTORE:  Guy Chiappaventi

EDITORE: Milieu

ANNO PUBBLICAZIONE: 2022

PAGINE : 143

PREZZO : 16

Ci sono storie di uomini che finiscono nell’oblio, perché “maledette” e scomode e perché annebbiate dai “ si dice” e dai luoghi comuni. Un cacciatore di queste storie é Guy Chiappaventi, il quale riporta alla luce un’esistenza tormentata e per certi versi sfortunata, “selvaggia e sentimentale“ come da sua definizione.

In prima persona il protagonista M.M. (manteniamo giustamente l’acronimo usato nel libro) ripercorre la sua vita e la sua varietà, mettendo in luce vizi e storture del sistema calcio e della società italiana più in generale.

Nel farlo Chiappaventi trasmette tanto tipi di emozione, buona parte della quali amare, connesse ad una vita sociale e politica critica e pesante,laddove la voglia di cambiare e di piena giustizia devono fare i conti con l’immobilismo delle istituzione è una certa rassegnazione di fondo. Esemplificativo in tal senso questo passaggio riferito all’efficacia della giustizia sportiva:”Il calcio é sporco? Se lo tengono così, basta che si trovi io modo per ripulirglielo un po’ in superficie. Un’operazione di cosmesi. Dai una spazzata e nascondi la polvere sotto il tappeto. Va bene scritto. Show must go on”. L’autore utilizza pseudonimo quando parla di altri calciatori o personaggi legati alla vita di M.M. (tuttavia pienamente individuabili), creando trame e dialoghi assolutamente verosimili che denotano grande passione e puntiglio nell’attività di ricerca.

Lo stile narrativo é diretto e concreto, con l’utilizzo della prima persona volto a rendere personale le ammissioni, anche pesanti e denunce, assolutamente non velate, di un giocatore che ha fatto della militanza uno stile di vita, più volte scosso dal tempo e dalle avversità, fino a quasi guadagnarsi una forzata quanto meritata sparizione.

Le vicende personali di M.M. si prestano al meglio ad essere romanzate e raccontate così come davvero un personaggio senza peli sulla lingua ha fatto o farebbe, pronto ad esporsi in prima persona in una società bigotta e conservatrice, poco incline a tollerare un giocatore “scomodo”. Questa caratteristica lo porta suo malgrado ad essere al centro dell’attenzione, al netto del talento calcistica, quasi sempre di traverso ed opposto rispetto a quelle che sarebbe meglio fare o non fare, guidato dal proprio senso di giustizia e di equità.

La sua carriera spezzata dagli infortuni e dall’inchiesta del calcio scommesse lascia spazio a tanti rimpianti e a congetture di vario tipo, alimentante magari anche dal coinvolgimento in una storia di droga al quale il protagonista risponde con la propria scomparsa, vista come una fuga materiale dalla galera, ma anche una ricerca di pace interiore.

Come detto il libro offre uno spaccato fedele e crudo della società italiana, in in periodo di altissima tensione, con in contesto politico legato gioco forza in in rapporto di causa/effetto che determina la vita è le scelte di un’Italia disillusa.

Lettura davvero consigliata, intanto per conoscere le vicende di un protagonista dimenticato, ma anche per la concreta prova di quello che era la realtà sociale, politica e calcistica di quarant’anni fa. Meritevole come romanzo, grazie alla penna ispirata di Chiappaventi e meritevole come saggio, grazie alla particolarità del personaggio ed ai forti legami politici e sociali presenti

Giovanni Fasani

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