Il mito che insegna: il Napoli di Vinicio. Tra “calcio totale”, “futebol bailado” e futuro prossimo

AUTORE: Alfonso Esposito

EDITORE: Urbone Publishing

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2021

PREZZO: 12,00 Euro

PAGINE: 106

Nonostante il Napoli targato Vinicio non abbia vinto alcunché (incredibile a dirsi ma il trionfo in Coppa Italia nel ’76 non vide il tecnico brasiliano sedere sulla panchina azzurra, anche aveva guidato la squadra per gran parte della stagione) resta una di quelle squadre più iconiche nella storia della serie A e conseguentemente del Napoli stesso. Per la prima volta infatti il calcio “all’italiana” veniva messo seriamente in discussione da quella zona che solo anni dopo ebbe ad affermarsi con Arrigo Sacchi, ma che, come detto, aveva già avuto il suo profeta nell’allenatore brasiliano, già idolo della tifoseria partenopea quando, invece della tuta, vestiva con orgoglio la maglia azzurra del Napoli.

A dimostrazione dell’appeal di quel Napoli di metà anni ’70 c’è da registrare la pubblicazione del duo Franco Esposito – Marcello Altamura: “Dodici leoni. Vinicio e il suo Napoli rivoluzionario il calcio” del 2015. A questa Alfonso Esposito ha voluto dar seguito per un ulteriore focus su quella squadra leggendaria con un libro che ripercorre in modo particolare la seconda delle tre stagioni del triennio viniciano a Napoli, vale a dire quella del ’74-75 culminata con un clamoroso ed impronosticabile secondo posto dal sapore di beffa visto il gol di Altafini “core ‘ngrato” che condannò gli azzurri ad una leggendaria non-vittoria.

Nell’agile volume (poco più di cento pagine) da leggersi tutto d’un fiato Esposito ripercorre l’intero campionato azzurro, giornata per giornata, ponendo l’attenzione non solo e non tanto sull’andamento generale del Napoli e dei suoi protagonisti, ma evidenziando l’evoluzione tattica della squadra, che di giornata in giornata si fece sempre più solida fino a realizzarsi in una macchina perfetta, grazie al lavoro del tecnico e al contributo di onesti giocatori che nell’insieme seppero dare molto molto di più rispetto che alla somma del valore dei singoli.

A spezzare il sogno di quello che è passato alla storia come “il Napoli di Vinicio” fu la Juventus, squadra solida, fatta di grandi campioni tra i quali spicca senza dubbio l’ex Dino Zoff, che mise senza dubbio alcuno la sua firma in calce allo scudetto bianconero.

Nonostante la mancata vittoria, senza scomodare squadroni iconici, ma perdenti, come l’Olanda di Crujiff o l’Ungheria di Puskas, si può affermare che anche il Napoli di Vinicio, nel suo piccolo, è riuscito a ritagliarsi un angolino nel pantheon delle squadre leggendarie, segnando in modo indelebile un’intera generazione di tifosi partenopei, autore compreso, il quale nel capito finale prova a dare una sua interpretazione al confronto, sovente posto in essere da tifosi e addetti ai lavori, tra “quel” Napoli e il Napoli delle ultimissime stagioni, soprattutto quello di Maurizio Sarri che più di tutti ha ricordato il lavoro di Vinicio.

La presenza di una bibliografia essenziale ma efficace testimonia la validissima ricerca storiografica dell’autore, il quale ha saputo attingere alle fonti senza però ridurre il lavoro ad una mera cronaca degli avvenimenti, ma al contrario riuscendo a dare una sua chiave di lettura degli stessi.

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