Intervista: Figlio Del Grande Fiume. La Mia Avventura Dall’Amazzonia Alla Serie A

Jeda insieme a Maurizio Malavasi si racconta mettendo in luce le sue qualità umane, ripercorrendo le tappe fondamentali partendo dall’infanzia in Amazzonia fino ad arrivare alle sue esperienze in Italia. Ne abbiamo parlato con un disponibilissimo Jeda.

Come nasce l’idea di raccontarsi in un libro in questa fase della propria vita?

L’idea nasce da un bel po’ di tempo… da quando giocavo ancora che mi era venuto in mente questa idea di scrivere il libro. Ci pensavo sempre ma mancava la spinta perchè ho sempre sognato e immaginavo di poter raccontare la mia storia il mio percorso non solo calcistico ma di vita. Devo dire che l’amico e scrittore Maurizio Malavasi é stato fondamentale nell’aiutarmi e lo ringrazio per questo.

Quando Jeda ha capito di poter avere successo come calciatore in Italia?

Diventare calciatore era il mio grande sogno mi sono impegnato e sacrificato tanto per questo sogno che poi é diventato realtà. In Italia sono venuto per il torneo di Viareggio e si come seguivo il campionato Italiano dopo oltre a voler diventare un calciatore di successo volevo giocare proprio in Italia. Ho capito di poter aver successo quando ho messo il piede qui in Italia per la prima volta.

Manca nella carriera di Jeda l’esperienza in una delle cosiddette grandi? Nel caso avrebbe accettato il ruolo eventuale di riserva e le logiche del turnover?

Non ho rimpianti e non mi piace avere comunque si mi sarebbe piaciuto una esperienza in una grande e avrei si accettato le dinamiche senza problemi anche un posto in squadra te lo devi guadagnare il turnover penso anche sia una cosa normale in una grande squadra.

Jeda é sempre stato fedele ai propri principi e non é mai sceso a patti per realizzare i propri sogni: si sente una sorta di “mosca bianca”?

 Credo nella onestà e correttezza il calcio ha bisogno di credibilità soprattutto in questo momento non avrei sicuramente tradito i miei principi anche perchè sono stati questi a farmi arrivare qua. Sono contento di quello che ho fatto e lo rifarei tutto.

Nel libro Jeda parla molto bene di allenatori quali Gian Piero Gasperini e Massimiliano Allegri: le peculiarità dei due potrebbero esistere in una singola persona o sono in contrasto le une con le altre?

Sono due allenatori che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista tecnico che della personalità. Sicuramente le peculiarità di uno e dell’altro potevano coesistere o fondersi conoscendogli… Tecnicamente bravi tutti i due a livello di gestione forse allegri era un po più tranquillo. Resta il fatto che sono due grandi allenatori.

Con quale compagno di trovato meglio in campo? 

Il miglior compagno di reparto per la mia esperienza rimane Ricchiuti anche se ho avuto tanti bravi.

Qual é l’opinione di Jeda sulla situazione attuale del calcio italiano?

 Il calcio Italiano ha bisogno di credibilità di un cambio anche generazionale sia per quanto riguarda a livello di calciatori nelle squadre ma anche nei vertici parlo ovviamente della federazione, lega calcio xche credo che ci sono persone come ex calciatori in grado di poter fare qualcosa di buono e interessante ce bisogno assolutamente di stadi nuovi… In pratica il calcio italiano ha bisogno di un cambiamento radicale fare un passo in avanti sotto tutti i punti di vista solo cosi può tornare ad essere il campionato più bello del mondo di nuovo.

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