Un Gioco Da Ragazzi. Dalla Roma Alla Nazionale, Il Mio Calcio Di Una Volta

TITOLO :UN GIOCO DA RAGAZZI. DALLA ROMA ALLA NAZIONALE, IL MIO CALCIO DI UNA VOLTA

AUTORE: Bruno Conti e Giammarco Menga

EDITORE: Rizzoli

ANNO PUBBLICAZIONE: 2022

PREZZO : 16,15

PAGINE : 208

Semplicità e sani valori: sono questi gli elementi che emergono principalmente dal libro che Bruno Conti ha scritto con  Giammarco Menga, con il quale racconta la sua vita e la sua bella carriera, celebrandone le gioie e l’affiatata famiglia.

Per molti versi è un bel tuffo nel passato, in termini di emozioni, principi e riti che appartengono ad una società ormai passata e ad un calcio ormai dimenticato.

Bruno Conti si racconta con onestà ed in modo lineare, concretandosi sui momenti più importanti della sua crescita come uomo e calciatore, ponendo l’accento sulle tappe fondamentali della sua carriera, sia positive (Mondiale e Scudetto vinto), che negativi (sconfitta nella finale di Coppa dei Campioni e tormentato addio al calcio).

In modo bonario il lettore viene a conoscenza di tanti piccoli aneddoti che corredano al meglio una narrazione agile, suddivisa in brevi capitoli volti a led evidenziare gli istanti e gli avvenimenti maggiormente significativi.

Spicca, come detto, il ruolo preponderante degli affetti nella vita del protagonista, così come il grande amore per la Roma, dal quale emergono bei particolari e la ricostruzione di tante situazioni, anche divertenti (i tanti scherzi fatti o il rapporto tra Liedholm ed il “suo mago).

A livello calcistico Conti evidenzia la sua lunga permanenza nella Roma e le emozioni provate con la maglia della nazionale, tra le quali spicca, ovviamente, il successo al Mondiale del 1982, del quale mette in evidenza la grande unione all’interno dello spogliatoio, ottimamente riportata in tanti episodi.

A mio parere i libro è forse troppo sintetico nel descrivere una carriera varia è lunga come quella di Bruno Conti, sopratutto in relazione ai momenti più critici, per i quali era lecito aspettarsi un maggior spazio ed un senso critico più accentuato (ad eccezione della parte riguardante il suo rapporto con Ottavio Bianchi). Mi aspettavo qualche retroscena in più in merito alla finale contro il Liverpool, della quale circolano voci e mezze verità mai confermate o fortemente confutate.

È un’autobiografia che tocca tutte le fasi del Conti uomo e sportivo, dalle prime esperienze come calciatore e giocatore di baseball al suo ruolo di responsabile delle giovanili, interrotto solo per sedere sulla panchina della Roma per necessità e senso del dovere (2005).

Un libro onesto e semplice nella sua più positiva accezione, che immerge il lettore nelle epoche raccontate e che pervade il lettore dei valori più nobili attinenti a Bruno Conti. 

Molto belle l’inserto fotografico a fine libro. 

Giovanni Fasani

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