Un Calcio Alla Guerra

TITOLO : UN CALCIO ALLA GUERRA

AUTORE: Davide Grassi e Mauro Raimondi

EDITORE: Milieu

ANNO PUBBLICAZIONE: 2021

PREZZO : 17,90 euro

PAGINE : 224

A distanza di decenni dobbiamo fare ancora pienamente i conti con le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale e con gli orrori perpetrati dal nazismo, prova ne sia le tante storie solo da poco portate alla nostra conoscenza,  che a loro volta rappresentano una minima parte di tante ancora sconosciute.

Lo sport non sfugge a tale condizione, essendo tanti gli sportivi che hanno dovuto partecipare attivamente al conflitto o che hanno affrontato, spesso con esiti tragici, l’inferno dei campi di concentramento, venendo per qualsiasi la loro totalità ignorato da chi prova a trarre bilanci o conclusioni di tali abominazioni.

Avvalendosi di un copioso lavoro di ricerca, Davide Grassi e Mauro Raimondi ci propongono storie crude calciatori e sportivi in generale, davvero toccanti per la crudeltà di quanto subito e spesso per il nefasto esito delle stesse.

In una lettura senza dubbio interessante entriamo in contatto con Bernardo”Dino” Lanciaprima e la sua fuga dalle pallottole, Antonio Turconi morto dopo la liberazione, i due Armando Frigo, Edoardo Mandich, Milutin Ivkovic ed il suo clamoroso sputo, Haddy Hamel o la Lucchese di Erbstein antifascista solo per citarne alcuni; ad accumularli l’aver scelto una parte, ostinata e contraria, avversa a chi in quel momento bramava conquiste, inseguiva ideali folli ed utilizzava mezzo disumani per comprovare la superiorità di una razza.  Il ritratto che viene fatto di ogni protagonista è preciso e significativo, vero e concreto anche nelle parti più drammatiche, delle quali non vengono omessi particolari e aneddoti. Il lettore è davvero coinvolto nel leggere di vicende a volte conosciute, ma sovente finite in quella parte della storia che ancora deve essere condivisa e, magari, esplicata.

Gli autori dedicano anche un capitolo al rastrellamento operato dai tedeschi dopo un’amichevole tra Milan e Juventus del 1944, avvenimento poco conosciuto ed addirittura considerato inverosimile. Oltre che a comprovarne l’avvenimento si entra nel dettaglio dello stesso, attraverso un lavoro di indagine che sembra riduttivo definire certosino.

Citando la prefazione di Sergio Giuntini “capita di rado di imbattersi in un libro del genere” essendo lo stesso fatto di storie di chi ha lasciato fa latte lo sport per raggiungere la libertà, non avendo paura di andare davvero controcorrente.

Un libro davvero bello, drammatico e straziante in tante sue parti, ma doveroso per far conosce storie che non possono più restare sotto la polvere.

Giovanni Fasani

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