Rubens Giocava A Pallone

TITOLO : RUBENS GIOCAVA A PALLONE

AUTORE: Stefano Muro

EDITORE: Pendragon

ANNO PUBBLICAZIONE: 2021

PREZZO : 18 euro

PAGINE : 272

Libro davvero molto bello quello di Stefano Muroni, un romanzo storico che ripercorrendo la breve vita di Rubens Fadini ci propone una spaccato storico e geografico di una società pre e post Seconda Guerra Mondiale.

Dai tempi della bonifica nel ferrarese al tragico epilogo nella catastrofe di Superga l’autore ci accompagna nella crescita personale e calcistica di Fadini, condizionata ed ostacolata a tratti da un contesto famigliare severo e per certi versi miope, nonché dalle traversie che le classi meno abbienti sono costrette storicamente a subire.

Emerge il carattere forte di Rubens che sembra forgiarsi di fronte alle avversità, evolvendo quasi in simbiosi con i differenti ambito della sua vita. Quella che resta immutata è la semplicità e la genuinità del protagonista, che emerge anche dalle risoste candide e spontanee ogniqualvolta parli dei propri desideri e dell’amato calcio; i primi calci da lui tirati ad un pallone sono quanto di più naturale e spontaneo ci possa essere.

L’autore utilizza il racconto dell’amata Giustina quale mezzo per raccontarci le gesta e le sofferenze del giovane Rubens, mettendo in atto un personale tuffo nel passato che emoziona e che risulta adatto nel suo intento.

La figura dell’amata, resa eterea dalla prosa dell’autore, è ovviamente centrale e fondamentale nella lunga ricerca della felicità di Rubens, il quale vuole solamente stare con lei e giocare a pallone.

Altro merito dell’autore è quello di tipizzare al meglio sia il contesto rurale della prima parte del libro, sia quello cittadino nel periodo bellico, con tutte le loro peculiarità e problematiche. Un legame quello con la comunità di riferimento e con il quadro economico e sociale davvero molto forte, reso davvero molto bene dall’autore.

Certosino e ammirevole il lavoro di ricerca volta a ricostruire al meglio le vicende narrate e l’intero quadro sociale di riferimento, fino a ricostruire al megli i passaggi fondamentali che hanno portato Rubens a far parte del Grande Torino.

Nonostante il triste epilogo sia ben noto si parteggia per il volitivo Fadini in ogni pagina, finendo per essere assorbiti in pieno da un contesto arcaico, ma in rapido e continuo mutamento.

La vita del giovane ferrarese si presta davvero per essere raccontata e romanzata il giusto, permettendo di conoscere meglio uno dei componenti meno noti e più giovani del Grande Torino.

Giovanni Fasani

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