Paolo Maldini, 1041

TITOLO : PAOLO MALDINI, 1041

AUTORE: Diego Guido

EDITORE: 66thand2nd

ANNO PUBBLICAZIONE: 2021

PREZZO : 18 euro

PAGINE : 2256

Paolo Maldini, 1041 è un libro che, personalmente, ho trovato interessante per diversi motivi. In primis, il solo fatto che lo stesso grande ex capitano rossonero compaia spesso nella narrazione, rappresenta un punto a vantaggio dell’opera: Maldini non è mai stato accondiscendente con i microfoni e il fatto di fidarsi del proprio interlocutore, Diego Guido, negli anni firma di “Rivista Studio”, “Esquire” e “l’Ultimo Uomo”, è qualcosa di imperdibile: all’inizio dell’opera, Paolo cita Open di Agassi, manifestando di voler mettere a nudo la propria anima ed esistenza, ma non del tutto, mantenendo comunque un certo riserbo su alcuni aneddoti e particolari troppo personali. Tale scelta non toglie comunque mordente alla narrazione, anche perchè Diego Guido è molto bravo a scavare nella sua psiche, nella genesi dei comportamenti e di come questi cambino a seconda del passare del tempo e degli avvenimenti, mettendo in risalto le qualità, ma anche le zone d’ombra del fuoriclasse rossonero. Il rapporto con parte della tifoseria milanista, viene approcciato tenendo in considerazione una visione totale e non per forza a favore dell’una o dell’altra fazione, ma comunque rimarcando la grande e spontanea indipendenza intellettuale di Maldini davanti alle avversità, alle provocazioni, a quell’addio struggente e malinconico. Il tema principale non è rappresentato dalle vittorie, innumerevoli ed indimenticabili, ma è la
crescita dell’uomo e del calciatore, aspetti che vanno di pari passo. Quel che ne esce, è un disegno molto ben curato di un essere umano orgoglioso, controcorrente, mai domo, capace di mantenere il proprio punto di vista a costo di risultare scomodo, anche di fronte a personaggi come Berlusconi e Galliani. Paolo Maldini, simbolo di più epoche, apice estetico e pragmatico sia da centrale che da terzino, prototipo dell’innovazione dell’esterno basso che manda ai matti gli attaccanti avversari, un vero e proprio ossimoro, almeno apparentemente, perché Maldini, normale, non lo è mai stato.

Luigi Della Penna

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