Intervista: Ricky Albertosi

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Colletivo Soriano ci ha regalato un biografia di Ricky Albertosi particolare e significativa, in linea con il personaggio. Ne abbiamo approfondito i temi.

Un personaggio come Ricky Albertosi si presta benissimo al progetto  letterario di Collettivo Soriano? Nasce da qui l’idea del libro?

Albertosi è un portiere da rigore più lungo del mondo. Un ribelle per antonomasia, un sognatore astuto tra i pali, e un fuggitivo perché a un certo punto è costretto a fuggire, un po’ anche dal mondo del pallone. Perciò ci sembrava il miglior profilo sorianesco per inaugurare l’avventura del Collettivo.

L’intervista di Beppe Viola nasce dalla nostalgia per un  giornalista unico? Quanto manca la sua ironia e la sua intelligenza in  tempi di urla ed esagerazioni?

Beppe Viola è stato per il giornalismo sportivo televisivo quello che Gianni Brera ha rappresentato per la carta stampata. Un autore irraggiugibile per capacità di sintesi, di improvvisazione e poi dotato di un’ironia rarissima mai più avvistata sui nostri schermi. E poi è stato un uomo abitato dalle parole  e dalla musica che ha condiviso con il suo amico fraterno Enzo Jannacci.

Inevitabile il confronto tra Ricky Albertosi e Dino Zoff, chi dei  due è il migliore?

Per il Collettivo Soriano, tranne che per i due juventini Raffaeli e Pastorin, Albertosi vince il duello con Zoff. Ma è una presa di posizione che rientra nella tradizione dei duelli storici dello sport nazionale, come a dire a un coppiano se era meglio Coppi o Bartali e viceversa.

Quanto la sua grande personalità l’ha aiutato a superare i momenti  negativi della sua carriera, sportivi e giudiziari?

La forza di Albertosi è nel responsabilizzare sempre gli altri per gli errori commessi in campo e questa filosofia applicata anche nella vita lo ha reso un uomo capace di vivere alla “giusta distanza” con la barriera sempre ben piazzata ad evitargli almeno il gol sul suo angolo.

Nei vostri ricordi Ricky Albertosi vi appare con la maglia rossa  del Cagliari, con quella gialla del Milan o con quella grigia della  nazionale?

Il portiere è come un semaforo, lì piazzato tra i pali. I nostri ricordi scattano a seconda dei colori delle sue casacche.

Più importante Manlio Scopigno o Nils Liedholm nella sua carriera?

 Liedholm gli consente di diventare ancora campione d’Italia a 40 anni, ma Scopigno per lui Riva e compagni è stato fratello maggiore e  Filosofo assoluto. Ineguagliabile Manlio, ha segnato le loro esistenze anche fuori dal campo.

Avrebbe meritato di più in nazionale, se consideriamo le sole 36  presenze? È stato accantonato troppo presto?

Avrebbe meritato di disputare il suo quinto Mondiale nel 78 così da diventare un recordman indiscusso, mentre oggi quando si parla di Albertosi la discussione prende mille rivoli e non sempre si ricorda la classe, la tecnica e l’approccio unico al “mestiere” di portiere che ha avuto nella sua lunga carriera finita in C2 con l’Elpidiense oltre i 45 anni.

Riuscite sotto qualche punto di vista a trovargli un e l’amante difetto?

Un pizzico di diffidenza, che forse nasce dall’essere stato messo alla sbarra per colpe non del tutto sue…

 Ai nostri tempi ci sono ancora portieri/personaggi come Albertosi?

L’Albertosi del Terzo Millennio sarebbe Gigio Donnarumma ma Ricky si identifica di più in Gigi Buffon e se avesse mantenuto fede a tutte le promesse quello che più ha seguito con interesse nella sua evoluzione è stato Perin che avrebbe voluto vedere al Milan.

Il ruolo ha perso fascino?

Il calcio di poesia è stato ucciso dalla tv e dai social, perciò, spenti gli schermi, anche il portiere deve convivere sempre di più con la sua atavica solitudine.

Ci potete anticipare i futuri progetti del Collettivo Soriano?

Ad agosto festeggeremo il Bancarella Sport in cui siamo stati riconosciuti tra i 6 libri vincitori con “Mai più triste né solitario”, un omaggio che il Collettivo Soriano fa al suo Maestro a 30 anni dall’ultimo Mondiale che ha seguito come giornalista e scrittore, quello di Italia ’90. Dentro queste pagine, sulla scia del libro dedicato a Albertosi ritroverete un profilo assolutamente originale di Soriano e del Collettivo che ha trovato il suo porto-sede a Portopalo, ultimo approdo per ribelli, sognatori e fuggitivi di questo nostro tempo.

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