Quel maledetto ultimo cross. Romanzo calcistico

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TITOLOQuel maledetto ultimo cross. Romanzo calcistico

AUTOREAndrea Bacci

EDITORE: Self- Publishing

ANNO DI PUBBLICAZIONE219

PREZZO18 Euro

PAGINE205

 

Chi è appassionato di libri a sfondo calcistico avrà sicuramente letto qualcosa di Andrea Bacci: “la” penna più prolifica del settore, con alle spalle oltre vent’anni di pubblicazioni, non solo calcistiche. Ebbene tra queste non c’era mai stato un romanzo, prima di questo simpatico libricino stampato in self-publishing. “Quel maledetto ultimo cross” è un romanzo sul calcio dilettantistico, quello giocato sui campetti in terra battuta dalle squadre di paese, dove abbiamo iniziato e purtroppo finito (quasi) tutti. Allo stesso tempo però è un romanzo sulla passione che il gioco del calcio trasmette a tifosi e giocatori, anche ai livelli più bassi della piramide calcistica italiana. Chi ha giocato sicuramente si rivedrà in alcuni passaggi del libro: dalle cene post gara, alle trasferte sgangherate, dalle risse con gli avversari, agli allenamenti serali, dal borsone da preparare, alle docce fredde (e non è una metafora) da subire. Bacci attinge a tutto questo e a molto altro per raccontare una singola annata di una squadra di seconda categoria che deve lottare a tutti i costi per salvarsi dalla retrocessione in terza. Protagonista del romanzo è Gianni Monaco, un ex giocatore professionista che si rimette in gioco alla soglia dei cinquant’anni con i suoi amici del paese per tentare di salvare la sua vecchia squadra. Nelle pieghe dell’appassionante campionato ovviamente ci sono tutta una serie di personaggi di contorno: dall’avvenente fidanzata Jessica, una pin up in camice da medico, al mecenate che decide di sponsorizzare la squadra, al tifoso storico del paese che segue il campionato senza perdersi una gara, all’allenatore ruspante e così via, fino ai vari compagni di “Monacino”. Bacci racconta in maniera semplice e per certi aspetti scanzonata una stagione calcistica che è anche una stagione di vita, quella che inevitabilmente prende tutti gli uomini poco prima di realizzare di non essere più ragazzi, con punte di immaginazione davvero notevoli.

Nei titoli di coda finali, posti dopo l’epilogo, l’autore svestiti i panni dello scrittore, omaggia con quelli da lettore, i colleghi dai quali ha preso spunto, e così leggiamo di come nel libro ci sia un po’ di Marsullo e Floris, di Brizzi e Turano. Nonostante ne faccia cenno alcuno probabilmente c’è pure un pizzico (seppur casareccio) di Hornby di “Alta fedeltà”, vista la colonna sonora che emerge dai pensieri di Gianni Monaco e che accompagna il lettore pagina dopo pagina fino ad arrivare a “quel maledetto ultimo cross”.

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