Vecchi spalti. Storie di stadi che non sono più tra noi

Vecchi spalti. Storie di stadi che non sono più tra noi di Sandro Solinas

TITOLO: Vecchi spalti. Storie di stadi che non sono più tra noi

 AUTORE: Sandro Solinas

 EDITORE: Self Publishing

 ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

 PREZZO: 22,00 Euro

 PAGINE: 256

Ci sono stadi che hanno fatto la storia del calcio e delle squadre di club che vi hanno giocato. Campi di gioco epici il cui nome ha vinto il tempo, come il mitico Filadelfia – che campeggia in copertina – dove giocava il Grande Torino ad esempio, oppure l’Ascarelli di Napoli, la grandiosa Arena Civica di Milano o lo Sterlino di Bologna e così via. Solinas, già autore dell’enciclopedico “Stadi d’Italia”, questa volta ha voluto analizzare, anche attraverso un meraviglioso corredo fotografico, vero punto di forza del libro, non solo la storia di questi stadi, molti dei quali purtroppo scomparsi, ma anche gli aneddoti, i ricordi e le leggende che tifosi e appassionati si sono tramandati amorevolmente di padre in figlio (meraviglioso quello della ragazzina ad Udine).

A differenza del precedente e fortunato “Stadi d’Italia”, questa volta l’autore ha voluto utilizzare uno stile diverso, meno didascalico e più romantico. Insieme alle considerazioni di ordine storico-architettonico sugli impianti, infatti, c’è spazio anche per una narrazione che, condita qua e là da commenti personali, catapulta il lettore tra le pagine di quella che a tratti sembra una raffinata guida storico-turistica. La (ri)scoperta del territorio si snoda attraverso ventisette città, dalle metropoli come Roma e Milano, alla sana provincia come Avellino o San Benedetto del Tronto (forse solo con Trieste, però, le annotazioni storiche sono risultate sovrabbondanti).

La ricerca certosina e appassionata, testimoniata dai tantissimi riferimenti bibliografici presenti (ma non da una bibliografia finale), ha consentito da un lato di fare luce definitivamente su diversi falsi storici, tramandanti nel tempo con troppa leggerezza, e dall’altro di favorire il lettore curioso che volesse approfondire le vicende di un determinato stadio.

Il libro è autoprodotto ma il risultato finale è notevole, anche al di là dei contenuti. Considerata la platea di lettori e appassionati (molti dei quali riuniti nel gruppo Facebook: “Stadi d’Italia. La storia del calcio italiano attraverso i suoi templi”, gestito dallo stesso Solinas) e l’indiscutibile vena creativa dell’autore non c’è da meravigliarsi se, come con “Stadi d’Italia”, anche “Vecchi spalti” avesse ulteriori edizioni; ma per ora godiamoci quello che, con un linguaggio cinematografico, potrebbe definirsi uno spin-off del precedente “Stadi d’Italia”, e che pertanto andrebbe letto in combo.

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