Angelo Cereser: Una Vita In “Trincea”

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TITOLO : ANGELO CERESER: UNA VITA IN “TRINCEA”

AUTORE: Paolo Ferrero

EDITORE: Bradipolibri

ANNO PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO : 15 euro

PAGINE : 182

Con grande partecipazione e impeccabile memoria Paolo Ferrero ripercorre la carriera di Angelo Cereser, solido libero del Torino negli anni’60 e 70 ed autentica protagonista del famigerato “tremendismo granata”.

L’autore ci presenta il difensore veneto come un concentrato di determinazione, forza ed acume tattico, dalla quali è scaturito lo storico soprannome di “Trincea”, volto a caratterizzarne il ruolo di ultimo baluardo di una retroguardia con pochi fronzoli, ma altamente affiatata.

Ferro ne mette in mostra le grandi virtù come difensore, spiegandone l’evoluzione che l’ha portato a trasformarsi da marcatore a libero, ponendo l’accento su di un’interpretazione del ruolo che avrebbe meritato maggior considerazione a livello di nazionale, nella quale non ha mai giocato; come in ogni storia “granata” che si rispetti il fato e la sfortuna hanno avuto il loro ruolo nell’impedirne la convocazione.

Ferrero lo difende dalle accuse di essere un difensore violento, mettendone si in luce il lato aggressivo  e falloso, ma garantendone l’assoluta lealtà e la consapevolezza di giocare in un calcio dove si davano e si prendevano, talvolta con poca esclusione di colpi.

Anche fuori dal rettangolo di gioco Cereser ci appare come un uomo dai saldi principi morali, innamorato del Torino e di Torino e fraternamente legato ai propri compagni, con un occhio di riguardo per la bandiera Giorgio Ferrini, visto agli inizi di carriera come un padre.

Nelle epiche sfida con la Juve, ma un po’ in ogni incontro ricordato, si respira il clima di un calcio vero ancora legato a valori ad emozioni ormai dimenticate, dove l’essere legati ad una maglia non era un’eccezione: da tale punto di vista Cereser è un emblema di tali virtù, avendo rifiutato lauti ingaggi per cambiare squadra ed avendo accettato di vestire un’altra maglia solo al termine di una carriera.

Molto interessanti gli ultimi capitolo dedicati agli amici fraterni (Ferrini, ma anche Aldo Agroppi) ed i nemici, ai quali è legato un incredibile episodio con Pietro Anastasi.

Stupende le foto incluse in un libro che merita di essere letto per ripercorre una fase importante e sottovalutata della storia del Torino, così come di un’epoca calcistica alla quale si guarda sempre con molta nostalgia.

Giovanni Fasani

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